dom

08

mar

2009

LE DONNE E LA LORO FESTA

 

Un sincero augurio a tutte le ragazze, come potrebbe essere altrimenti l'8 marzo?

 

Ma il sincero augurio è necessario anche perché ce n'è un gran bisogno, soprattutto in base a quello che si sente in prossimità di questa giornata. Il bisogno nasce dalla banalizzazione e dalla superficialità a cui tutti, le donne per prime, sono esposti nel dibattito in Italia che si avvia puntualmente il 6/7 di marzo e che si chiude con altrettanta puntualità il 9 marzo.

 

Quest'anno un tema fondamentale come la sacrosanta lotta alla violenza sulle donne è stato barattato da politici, commentatori e media in generale con la questione di sicurezza. E' diventato un problema di ordine pubblico dimenticando i corpi e le anime su cui si abbatte la terribile violenza: le donne. Queste ultime sono state rimosse, il tema della sicurezza pubblica ha preso il sopravvento e le ha oscurate. Ci si è dimenticati che la stragrande maggioranza delle violenze sulle donne accade tra le mura domestiche (intorno al 90%). Quindi perché non dire che, ferma restando la sacrosanta necessità per qualsiasi essere umano di circolare per le strade senza temere di essere violentato, forse è necessario partire da più lontano?

Per esempio con progetti culturali dove la parità tra i sessi diventi l'assunto fondante e la prassi consolidata, diventi un comportamento naturale, magari anche organizzando progetti sull'educazione sessuale che portino allo sviluppo di una sessualità non violenta e prevaricatrice di tanti maschietti e che cancelli e superi quello che tanti bambini hanno imparato sulla loro pelle nelle ristrette mura domestiche.

 

E perché non ragionare ed impegnarsi per azzerare le raccapriccianti statistiche secondo cui a parità di mansione e competenze una donna percepisce un salario inferiore del 17/20% rispetto al collega maschio?

 

E perché non discutere ed interrogarsi su quali siano i surreali motivi per cui gli istituti di credito garantiscono minore disponibilità economica alle aziende se sono di proprietà di una donna?

 

E perché non domandarsi come mai in Italia, nonostante una buona legge, siamo in presenza della miserrima percentuale del 4% di neo papà che si fanno carico della cura del figlio neonato prendendo un periodo di congedo parentale?

 

E perché non approfondire quali sono le ragioni per cui l'Europa punta entro il 2012 a raggiungere la percentuale del 60% di donne lavoratrici, mentre noi, penultimo paese in Europa davanti alla sola Grecia, arranchiamo sul 46%?

 

E perché non dire che con la nuova normativa del governo le donne in età fertile sono costrette spessissimo a sottoscrivere le dimissioni in bianco all'atto dell'assunzione?

 

Di queste cose nulla si dice. Silenzio tombale. Il dibattito viene derubricato all'apparenza, al ludico, al voluttuario. E quindi via con tuttologi e tuttologhe che si cimentano nella penosa recita televisiva

  • ci vuole più galateria nei confronti delle donne;
  • sì però se abbiamo raggiunto la parità forse questa festa non ha più senso. La parità? Sulla base di quanto scritto sopra mi pare proprio che la parità è una pura enunciazione ben lontana dall'essere raggiunta;
  • se il maschio compra la mimosa perché è l'8 marzo ha assolto i suoi compiti "istituzionali";
  • in fondo le donne fanno del vittimismo e sono le prime nemiche di loro stesse: sono di più, ma in parlamento non si votano nemmeno essendo il nostro parlamento frequentato dal solo 10% di donne;
  • alla sera regolare uscita con amiche per partecipare ai patetici spogliarelli maschili che tanto appaiono come l'insulso inseguimento al comportamento maschile più becero, ma che si realizza solo nel giorno della catarsi dell'8 marzo. Mi chiedo: perché una donna che vuole vedere uno spogliarello maschile deve essere indotta a farlo necessariamente l'8 marzo? Negli altri 364 giorni deve restare a casa con i figli?

 

Insomma le ragioni per un sincero augurio a tutte le ragazze sarebbero evidenti se in Italia non fossero oscurate dall'effimero ed inutile dibattito che nasconde e cela tutte le grandi e piccole ingiustizie a cui sono sopposte le donne. Nel nostro piccolo, sapendo che non basterà, ma pensado che sarà gradito, possiamo solo scrivere

TANTI AUGURI DONNE!

 

Nota a margine: anche se molti non lo sanno una delle motivazioni per cui si ritenne necessario istituire la festa della donna passa anche attraverso la morte nel 1911 di nostre connazionali in una fabbrica americana.

Per approfondire:

Incendio della fabbrica Triangle
Giornata Internazionale della Donna

Per riflettere:

I monologhi della vagina

 

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