mar
14
lug
2009
SULLA LEGGEREZZA E LA PESANTEZZA NEI PALAZZI CHIUSI IL GIORNO DELLA PRESA DELLA BASTIGLIA
In una società che ci propone la "leggerezza" come modello di vita vincente si annidano le contraddizioni che dovrebbero e potrebbero far maturare gli anticorpi alla superficialità che spesso viene sostituita alla sana "leggerezza". C'è una sostanziale differenza tra "leggero" e "superficiale" e sta nel fatto che le persone "leggere" hanno un'intelligenza tale da evitare semplificazioni e banalizzazioni, ma hanno l'acume per dire con semplicità le cose vere. Il bimbo che vede e dice che il re è nudo è "leggero", non è superficiale!
Quello che vediamo intorno a noi è tutt'altro che la ricerca e la soluzione delle contraddizioni in seno alla nostra società. Viviamo in una apoteosi del superficiale che trascende la "leggerezza". Si richiede a tutti il rigetto immediato e completo di qualsiasi approfondimento. Abdichiamo dal ruolo di cittadini e diventiamo dei meri consumatori, ovvero veniamo interessati nelle decisioni sulla società solo nel momento in cui ricopriamo il ruolo di consumatore. Per tutto il resto che attiene alla sfera umana, e non umanoide, come etica, democrazia, salute, istruzione, ecc. veniamo esautorati dal ruolo che ci compete. Chi non si omologa è uno vecchio e pedante legato a vecchi schemi (in politica direbbero ideologie) che non capisce la modernità dell'evoluzione di cui siamo parte. Chi non si omologa è un dinosauro del secolo passato antimoderno ed antistorico. E' uno "pesante" che non ha nulla di meglio da fare nella vita!
Restare in superficie, in fondo, significa anche restare a galla e galleggiando l'italiano medio evita di affogare nei problemi che lo affliggono. Il disinteresse per la società che ci circonda, fino a quando i problemi sociali non ci toccano da vicino, è un rituale che prende le mosse da lontano e che ha nella classe dirigente politica italiana uno dei massimi responsabili. Questa responsabilità si può misurare in termini di mancata "alfabetizzazione sociale" e dall'assenza di comportamenti etici a cui il comune cittadino si sarebbe potuto e dovuto ispirare. Spesso la classe politica è stata selezionata con meccanismi di cooptazione legati ad interessi elettorali che nulla avevano a che vedere con la gestione della cosa pubblica, ma che più spesso erano legati ad interessi di bottega e personali. Abbiamo assistito e stiamo assistendo ad una autoreferenzialità dei partiti politici che dimostra tutto il disprezzo possibile per le decisioni popolari. L'ultimo esempio è la scelta del Governo di annullare il referendum popolare sul nucleare stabilendo che in Italia il nucleare sarà nuovamente possibile. Diciamo che la classe politica ha operato massicciamente e con costanza in questa esautorazione del ruolo di cittadino, sintomo che evidentemente a questo puntava. Quindi non ha fallito, anzi ha ottenuto il risultato voluto, ovvero quello di allontanare le persone dalla politica generando l'anticorpo più potente alla politica stessa: il qualunquismo.
In pratica, sempre galleggiando, gli italiani si sono trovati a scegliere tra i candidati politici quelli che più di altri hanno contribuito a questa deriva. E lo hanno fatto nel modo più suadente possibile, ovvero salvando quella che è l'apparenza democratica nella vita dei partiti politici. Lo dimostra con clamorosa enfasi la folgorante carriera della giovane Serrachiani che assurge nel breve volgere di 2 mesi a esponente di spicco del PD dopo un appassionato intervento all'assise del suo partito divulgato al mondo intero tramite youtube. In quell'intervento la giovane democratica critica pesantemente le scelte del partito e per questo, con il vecchio meccanismo di cui sopra, è stata cooptata da Franceschini che l'ha inserita nelle liste per le elezioni europee. E la ragazza si è fatta molto onore: ha raccolto più voti nel nord est di Silvio Berlusconi! Il ringraziamento della Serrachiani a Franceschini è stato immediato e disarmante: nel futuro congresso lei appoggerà Franceschini perché è più "simpatico", scavando tra se e gli studiosi di teorie politiche una fossa abissale ed inventando la categoria politica della "simpatia". Ma se la "simpatia" è una categoria politica spendibile nel PD allora per me sarebbe più simpatico Beppe Grillo di Franceschini. Eppure nel PD evidentemente la doppia morale non consente a Grillo di candidarsi e la simpatia va bene solo per Franceschini. Misteri del "politichese"...
Il "politichese", oppure il "sindacalese", oppure l'"economistichese" sono gerghi fatti per dissuadere l'approfondimento dei cittadini, pardon dei consumatori. Sono linguaggi per addetti ai lavori, per gli iniziati che fanno parte del gruppo degli eletti. A loro, e solo a loro, il compito di essere "pesanti" e "pensanti"; tutti gli altri che perseguano la "leggerezza" e che non si intromettano nelle vicende noiose e barbose della "politica"! Così facendo però non si è stimolata la "leggerezza", che di per sé sarebbe un obiettivo positivo, bensì si è stimolata la superficialità che al contrario è la patologia di un popolo in balia di una classe dirigente autoreferenziale.
Infatti, in quest'ottica di "rieducazione" a cui siamo sottoposti ed abituati da anni, ai più appare come una "violenza" essere chiamati ad esprimere un'opinione "tecnica", come quelle che ci vengono proposte nei referendum popolari. Il "buon senso comune" reagisce rispondendo che in fondo quelle questioni sono talmente "difficili" che non si possono chiedere ad un cittadino che è stato derubricato a consumatore passivo e per questo non pensante. Sono questioni che altri devono prendere al nostro posto perché li abbiamo eletti per farlo. Ne consegue che i referendum vanno deserti. E cosa c'è di più antipolitico di questo ragionamento? Direi nulla e quindi si va tutti al mare a mostrare le chiappe chiare!!!
Purtroppo le persone intelligenti e "leggere" sono una piccola minoranza. Il più delle volte vengono tacitate e ridotte a quel ruolo di "utile idiota": se pensi quello che dico io sei "utile", se no sei superficiale (idiota). Non che non vi siano anche "utili idioti" che sono realmente idioti, ma questi vengono accomunati impropriamente a quelli di cui sopra che avrebbero cose intelligenti da dire. La prima variante di "utile idiota" però non ha quella "leggerezza" per stare a galla come i superficiali e non ha nemmeno quella "pesantezza" per infilarsi in una lobby che lo conservi e lo protegga autocelebrandolo in tv, sui giornali o in qualche stanza chiusa nelle convention di partito.
Ma forse non è un caso che questi pensieri mi siano venuti in mente proprio oggi, il giorno dell'anniversario della presa della Bastiglia. E forse non è nemmeno un caso che, anche se molti storici sono restii ad accreditare questa vicenda, la regina francese Maria Antonietta, di fronte al dilagare dell'insofferenza e della fame dei francesi, disse: "Se il popolo ha fame dategli delle brioches!". Regina superficiale che non a caso perse letteralmente la testa per non aver avuto la lungimiranza di guardare cosa stava accadendo fuori dalla finestra dei suoi palazzi...



