mer
21
ott
2009
LA CLASSE VA IN GITA (2)
1987 la gita scolastica ha per destinazione Roma. Quest'anno l'obiettivo "scientifico-culturale" è garantito: Roma caput mundi!!!
Non sappiamo se la destinazione, o cos'altro, convince addirittura due professori della nostra sezione ad accompagnarci: il professore di statistica, Sanneris e la professoressa di inglese, Malmusi. Rispetto all'adesione dell'anno precedente abbiamo un +200%. Tra l'altro questi docenti nello stesso anno saranno accomunati da un altro evento: contro ogni pronostico ed ogni tradizione entrambe le materie di competenza di Sanneris e Malmusi sono sorteggiate, per l'esame di maturità, tra le quattro materie oggetto di prova orale per le classi quinte del corso di informatica. A comporre la compagine dei professori, oltre ai succitati, ci accompagna anche una professoressa di lettere della quarta A telecomunicazione che "simpaticamente" viene soprannominata "Palla Pesante". La stessa più volte si userà come riferimento per tutti noi alzando al cielo l’ombrello giallo del professore di Statistica, ombrello immortalato nella foto di quinta.
La prima mattina, dopo il pernottamento nell'albergo romano e su indicazione dei professori, veniamo svegliati dal citofono posto sui letti delle camere. La sorpresa è indubbiamente assai "gradevole", ma per Bergo va oltre. Infatti l'infernale apparecchio, non si sa bene se per un tentativo maldestro di spegnimento da parte di Bergo o per colpa del destino cinico e baro, cade sulla testa del malcapitato. Risultato netto: contro ogni pronostico Bergo è sveglio primo fra i primi, ma resterà di cattivo umore per parecchie ore.
Roma è bellissima, si presta a vedere cose memorabili ed indimenticabili, peccato che anche quest'anno la pioggia ci tormenta. Ma non è solo la poesia e l'aspetto storico o romantico dei Fori imperiali, del Colosseo, dell'arco di Costantino, di piazza Venezia, di piazza del Popolo, di piazza Navona, San Pietro a suggestionarci. Tra le cose molto apprezzate infatti troviamo la ben più prosaica scolaresca femminile di Brescia, alloggiata nelle stanze dall’altra parte del cortile dell’albergo.
Questa situazione scalda gli animi oltre ogni misura, ma il tentativo di socializzare è bruscamente interrotto dalla suora al seguito delle giovani bresciane. Durante il parapiglia della fuga Cavallo si getta nella finestra della stanza che condivide con Cippo attivando involontariamente il registratore del compagno. Sulla musicassetta "The Joshua Tree" degli U2, che in quel momento era inserita nel walkman, rimarrà registrata a indelebile memoria dello scompiglio provocato dalla suora anche la variegata gamma di imprecazioni dello stesso Cavallo. Cippo non matura immediatamente consapevolezza di questa evento tragico, ma lo farà la mattina dopo in pullman quando, immerso e concentrato nell'attento ascolto del capolavoro della band irlandese, riconoscerà la voce di Cavallo che si inserisce bruscamente tra le note degli U2 senza seguire ritmo e melodia. Ai filologhi l'arduo compito di comprendere se il soprannome Joshua ha attinenza con l'incisione in chiaro di Cavallo sull'album "The Joshua Tree" degli U2, oppure questa è solo una coincidenza.
Nello stesso frangente, e nonostante l'intervento protettivo della suora, Tus e Obe rubano una macchina fotografica ad una delle ragazzine, restituendola solo dopo aver terminato il rullino con foto poco edificanti che certamente avranno creato grande imbarazzo nella visione casalinga con i genitori.
Come detto Roma è piena di sollecitazioni. L'indomani siamo ospiti del Senato della Repubblica italiana. Tutti i maschi devono indossare giacca e cravatta. L'emozione è tanto forte che Tus decide di indossare la giacca di Maccio. C'è qualche contrattempo, ci fanno attendere all'ingresso laterale. Ad un certo punto pare che Spadolini, allora presidente del Senato, possa riceverci, ma non se ne fa nulla. Poi, finalmente, entriamo nell'emiciclo del Senato. I commessi ci fanno accomodare nei banchi posti alla sinistra dell'ingresso, ovvero tra gli scranni in cui siedono i senatori di destra, ma solo i più smaliziati ed attenti ne sono consapevoli. Palla Pesante, disinteressata all'aspetto politico di questa dislocazione, si impadronisce di un verbale di una seduta del Senato, ma viene prontamente bloccata dai commessi che le impediscono di asportare il documento. In generale è una sensazione molto strana vedere dal vivo quei luoghi che si vedono abitualmente in televizione. Ma qualsiasi angolo di Roma si presta a questa situazione, persino la discoteca che visiteremo alla sera.
Le serate romane si prestano a molti diversivi. Facciamo una passeggiata a piazza Navona dove un giovane artista disegna la caricatura di Prandi vestito da tirolse, o giù di lì.
Sempre Prandi, con un insospettabile anima commerciale, riesce a strappare uno sconto per passare una serata in discoteca. Tra parentesi la discoteca è stata location di alcune scene di un film che ha come protagonista Pippo Franco, per la serie: Roma affoga nella cultura.
Ma anche alla notte in albergo ci sono svariati diversivi.
Manina è vittima di uno scherzo di Dede e Keps. Cosa "insospettabile" per questi due. Mentre Manina dorme gli infilano un dito in un bicchiere di acqua tiepida per verificare la plausibilità di una leggenda metropolitana. Girandosi Manina si bagna e bagna il letto e decide di "giocare" un po' anche lui con quelli che ritiene responsabili dell'accaduto: Puvio e Barro. I due poverini troveranno i loro indumenti e le loro borse variamente distribuiti nel cortile interno dell'albergo.
Ma Keps colpisce ancora: riempie il letto di Ugo con dello zucchero. Ugo avrà una reazione meno giocosa, ma pur sempre decisa, e costringerà Just e Maccio a ripulire il suo letto in quanto "colpevoli" d'aver lasciato entrare il malintenzionato.
La stessa sera viene messa a soqquadro la camera di Dede & C. da "ignoti", i quali, non si sa bene a fronte di quali minacce, prontamente la risistemano.
Galavotti (quarta A Telecomunicazioni) ci mette del suo e ruba a Cavallo ed Obe una bottiglia di vodka che i due avevano custodito con cura fino a quel momento. Galavotti non ha nemmeno la buona creanza di condividere il liquido alcolico e vagherà per i corridoi completamente obnubilato dalla vodka per diverse ore.
L'"esibizionista" Prandi, nella sua tenuta sudtirolese, fa colpo su un’inglesina che nel frattempo è stata alloggiata con la sua classe dall'altra parte del nostro corridoio. Nel mentre Corra si diverte a fare delle rovescite acrobatiche colpendo con i piedi il cartellino affisso sul soffito che riporta i numeri delle stanze presenti nel nostro corridoio.
Ma non è finita. Infatti l'"insospettabile" per antonomasia, Keps, sistema con qualche aiuto dei materassi davanti alle camere di Sanneris, Malmusi, Palla Pesante, scatenando le ire del portiere di notte.
Ma Roma non si risparmia e ci concede anche impensabili sorprese culinarie. Infatti un cameriere, dopo aver inavvertitamente "lavato" Barbara con del brodo caldo, afferma che i tortellini sono un piatto tipicamente romano.
Nonostante tutto la Malmusi si prenota per la gita dell’anno successivo. Bergo, provato dalle giornate di gita e dalle notti di parapiglia in albergo, s'addormenta con gli occhi aperti e con il walkman alle orecchie ascoltando heavy metal e svegliandosi solo nel momento in cui viene spento l’apparecchio.



